Gli esseri-persone della Commedia. Uomini e donne, spiriti concreti e astratti, essenze e assenze, i vivi e i morti dell'umano e dell'ultraumano
Dall'altro, soggetto autonomo che talvolta si pone in contrapposizione con il 'volar alto' di A: in questo caso sarebbe realizzato anche il doppio di A, in qualità di uomo comune, legato al vecchio modo della relazione con la realtà nota; di tale vincolo A talvolta sente acuta la nostalgia.
Pronta a suggerire e a consigliare ciò che s'accordi meglio in un cammino così accidentato e periglioso. D, E, F Uomini e donne in fase di rovesciamento; a-rivoluzione di sé: a mano a mano imparano a muoversi nel nuovo tempo-spazio assente, di cui A e l'universo ad esso accoppiato dispongono. IL GRUPPO DI FONDO Uomini e donne (esseri, fantasmi: essenze > assenze) alla scoperta d'una nuova condizione sui confini della speciale Terrazza sul mare-Cervello sapiente. IL GRUPPO DELLA TAVOLA DA IMBANDIRE Uomini e donne, spiriti più concreti, che, con ritmi diversi a seconda del volgere della giornata e della temporalità scandita dai ritmi della Commedia, tentano di sfuggire alla morte (e alla vita), passando la maggior parte del loro tempo ad apparecchiare e sparecchiare la tavola della terrazza, in una giornata di luce brillante e odorosa dell'estate.
E' anche la fase di A, quando si fa maggiormente uomo concreto, nel senso di apparire partecipando agli altri la sostanza di nulla di cui è composto dopo il lungo viaggio in cui tutto è mutato, tutto ciò che era prima s'è perduto e l'altro interamente s'è compiuto. (B, C, D ...) in A o, in qualche caso, viceversa Accoppiamento (astratto) e trasfigurazione di un soggetto con A, nell'alterità dell'esserci, e perciò oltre il dominio della fisicità. Scambio di consegne e di partecipazione alla vita (e alla morte), senza tuttavia rinuncia passiva: è atto consapevole della mutazione-rivoluzione in corso. Non-A (-A), Non-B (-B), Non-C (-C), eccetera1 Quando gli esseri incominciano a disporre d'una particolare fase d'assenza, oltre la nascita convenzionale; c'è la caduta (la crisi) dell'identità apparente con il sentimento d'un alcunché d'estraneo; ciò costituisce un iniziale segno del dischiudersi del passaggio a un corpo più astratto ovvero del suo manifestarsi repentino nel corpo consueto: lo spirito che esce dai corpi-mente può anche transitare da una persona all'altra, manifestando l'iniziale cambiamento; può dar luogo alla malattia o alla morte, ovvero mitigare la fatica e il dolore della transizione al nuovo stadio, mettendo in essere la prima vera anticipazione del nulla assente. A+B Come un uomo (o donna) a più teste; un essere a più voci in una (all'unisono).
Sulla sessualità di altro genere delle persone-esseri della Commedia e sul rapporto che essa intrattiene con lo spazio-tempo scenico A, B, C, D con le loro derivazioni, individuabili dalle diverse condizioni di stato - come precedentemente detto - rappresentano e coprono essi stessi livelli-stato d'un unico grande Cervello-(pensare)-terrazza sul mare: essi attuano transizioni da uno stato all'altro secondo la dimensione a-mentale, indipendentemente dalla specificità psicologica - che appartiene al vecchio sistema - e da quella sessuale, univoca, anch'essa vincolata a un sistema di derivazione somatopsichica a minor complessità astratta. Una delle interpretazioni cui la Commedia potrebbe aderire è quella d'un allargamento dell'universo vivente nella direzione d'un sistema assente maggiormente complesso in cui la sessualità - così come gli altri stati dell'essere nella condizione a-mentale - è costituita da un continuum, e non da una separazione netta tra due opposti, il maschile e il femminile. Allo stesso modo lo spazio scenico con le sue azioni deve essere concepito come un ente complesso in cui si manifesta un continuum vacuum, una dimensione vuota per passaggi discreti attuata secondo elementi non prefissati e non assoggettati alle leggi della cosa come ente dalla caratteristica invariante. Si vedranno perciò manifestazioni particolari di un continuum sessuale e spaziale, in cui i soggetti sono capienti d'una sessualità che non si arrende all'evidenza somatopsichica, ma che è in grado di variare in una dimensione sovrasistemica nella quale la femminilità, con una sua peculiare capacità=capienza d'astrazione (e di corporeità arricchita), rende dovizioso lo spazio attirandolo a sé secondo una nuova condizione temporale meno concreta di quella d'un tempo - prima dello stadio a-mentale - , quando l'individualità sessuale rigidamente e ossessivamente fu vincolata alla vita e alla morte degli esseri umani nel loro costituire ancora un risultato dell'evoluzione animale.
Ulteriori caratteristiche (se si vuole) della a-persona A Qualora si volesse leggere la Commedia come espressione di un altro universo fenomenico dalle caratteristiche particolari - sulla linea di quelle già descritte nell'Antecedente - , la a-persona A potrebbe essere individuata anche come un alieno (cyborg), un a-essere venuto da chissà dove: egli è pronto ad edificare una realtà che almeno in parte risponda a criteri relazionali (a-relazionali) e comunicazionali (a-comunicazionali) molto avanzati cui egli è naturalmente abituato fin dalla primissima età, date le caratteristiche del mondo in cui è nato, nel quale sono espresse qualità diverse, più astratte (vuote) di quelle consuete. Egli cerca e trova compagni di trasmutazione con cui condividere la straordinarietà - rispetto al vecchio mondo cui si è abituati - dei nuovi eventi: di questi egli è portatore e costruttore; tuttavia della loro natura e degli effetti che da questa sono provocati può essere accusato, persino essere oggetto d'un atto omicida ingannevolmente liberatorio: lui stesso e quegli eventi hanno caratteristiche di grande estraneità (rispetto alla condizione attuale degli uomini); sono più potenti, dissimili in quasi tutto da ciò che si vive e si conosce solitamente entro il ciclo di vita e di morte che è proprio del nostro piccolo e superato mondo, luogo elementare (non sufficientemente complesso) in cui si situano abitudini millenarie e territorio fin troppo protetto per la specie umana e in generale per tutte le specie mortali. NOTE Alcune note per la migliore disposizione degli esseri-persone al peculiare genere di comunicazione (a-comunicazione) che l'azione pensante della Commedia mette in atto e a tutti richiede perché lo stadio assente almeno in parte abbia luogo Come detto nell'Antecedente l'interazione tra le persone e tra queste e il mondo esterno è di un particolare genere: si tratta di una comunicazione (a-comunicazione) che si attua tramite vie ultrarelazionali, ultrasimboliche specifiche della disposizione all'Assenza. L'azione, attuandosi attraverso le parole delle persone che costruiscono e calcano lo spazio scenico, deve generarsi tramite una trama vibrante e astratta, costituita cioè d'una sorta di materia luminescente e sottile, capace di interagire senza mediazioni con il livello a-mentale degli esseri-soggetti-attori e, attraverso questi, con le persone e i fatti del mondo. A tale scopo occorre una disposizione specifica di chi stia sulla scena, un abbassamento della soglia all'assunzione di stimoli e informazioni, parole e gesti: i soggetti partecipanti debbono, nella loro interezza (unitarietà), se possibile, poter entrare in una condizione differente (da quella consueta), meno concreta e piena, più pronta alle relazioni che, attraversando il tempo specifico dell'azione della Commedia, danno vita a una vicenda senza che occorra evidenziare un'azione propria della concretezza, così come solitamente è costruita nel mondo della realtà attuale. Poiché tale disposizione - che si attua anche per una specie di trance non ordinaria (una trance vuota, senza eccitazione né esibizione) - difficilmente può verificarsi fin dal principio - ché altrimenti Homo sapiens si troverebbe già in condizione altra=abstractus -, nasce il percorso dell'azione della Commedia come tragitto atto a dare forma a codesta nuova espressione; le indicazioni di tale mutamento in atto sono continue entro le battute, dove l'espressione è invitata a variare senza sosta in intensità e in intonazione, e il gesto è sollecitato ad appartenere a quella sostanza sottile ultraraffinata, senza che si appalesi in modo crudo il movimento, e cioè il divenire concreto delle azioni e dei fatti. Le indicazioni che spuntano entro e fuori le battute degli esseri-persone-soggetti astratti e concreti formano così a loro volta una trama linguistica e mentale a più livelli, a più direzioni, valida per il non-attore e per chi partecipa all'evento perché si dispongano almeno temporaneamente in quella condizione nella quale la realtà tutta, nella sua interezza massima e vuota, diviene capace di essere agente di quel nulla fautore e generatore dell'antievidenza, e cioè dell'intera storia futura, com'è espresso nella Commedia. Alcune indicazioni sono poste come anticipazioni del fraseggio successivo, altre sono susseguenti. Ciò sta a segnare l'esigenza propria della realtà nuova che si va esperendo e costruendo: nel primo caso il non-attore è invitato a disporre-fermare in anticipo la sua condizione a-mentale volta a comunicare, ovvero al fare; nell'altro caso egli è allo scoperto e pensa e parla senza rete di riferimento; deve farsi guidare dall'espressività stessa che insorge e che da sola lo può ispirare e indirizzare nel giusto modo dell'anticipazione sovramentale. La condizione dell'a-mentale s'attua nell'intero; prevede cioè l'interezza dell'organismo di chi agisce - e perciò l'unità di mente e di corpo: di corpo e di spirito. Tale condizione di piena unità e di identità ulteriore è richiesta al fine di permettere l'atto della parola (attivazione) o quello del gesto in una sorta di oscillazione danzante mai interrotta nei pressi di quella soglia più bassa del consueto, in cui la vita perde il suo connotato di presenza forzosa, condizione dovuta all'opposizione vana e reiterata alla morte concreta, pedaggio a un'evoluzione simile a cosa non ancora estinta.
Ulteriori indicazioni circa il Teatro della Mente (assente)
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