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Io staccato dal corpo.
Va dove va? Chi è in questo caso.
Nel centro del solito universo, quello da noi capito con il metodo scientifico naturale.
Io muore? Sì.
Universo si spegne? Sì.
La Morte muore? Sì e no.
Stáccati piangendo.
E' naturale.
                                      Pensiero. Pensare.
Stáccati dal tuo io: è morto.
Quale io?
                                      Metodo della guarigione.
Quale io? Qual è. Indicamelo.
Pensalo.
Straccia il pensiero: esso è immaturo, qualsivoglia pensiero tu faccia. E' dell'embrione; esige l'ascolto della musica onde pensare.
"Crepa sorella, crepa!". E sia dato luogo al figlio, uomo nato. Uomo in prosa.
Chi essere. Se essere è essere. In te. Essere in alcuno. Alcuno è luogo del tempo: in nessuno luogo largo.
Sotto dettatura. Sotto la dittatura di un cervello nano, circoscritto all'essenziale, ai movimenti essenziali e stolti.
"Di qui in là ti credo, in chi?, di là in qua, no".
"No, no".
Stacca pensiero dall'immagine.
Formula ora un pensiero.
Un pensiero non sia forte.
Debole pensiero in corpo sano.
Omaggio ai più forti e ai meno sani.
Stacca il pensiero di cui sei conscia, di cui sei conscio.
Senti il piede appoggiarsi a terra. Senti l'ala che ti cresce sulle spalle.
Salta una volta o due.
Fa' un cerchio sulla terra.
Vincerai, misericordia.
Ottavo fiore. Ranuncolo. Inchiostro.
Diadema. Fazzoletto. Pensa. Non ridere.
Conobbi quell'inferno.
Gli dissi di nascere.
Sotto le vesti moriva.
Gli dissi di nascere due volte.
Dal polmone non respirava.
Non respirò, perché era ammattito il polmone sano e forte. L'altro era ammalato (non di malattia dell'evidenza, in corpo evidente).
(Lo sapevo sol io).
Dal polmone, nel polmone, dal polmone resuscitò, come embolo a parte. A parte era cresciuta la malattia.
La lasciammo stare: meglio perderla che rovistare nel dubbio. Crebbe a parte. Poi, senza terreno, cadde stoltamente a terra.
                                             Malattia-forma.
                                      Pensare. Insegnamento fuor di pericolo. Fuor di morale.
                                      Senza troppe gocce in diluizioni successive.
Morivano. "Che vuol dire?". Morivano e basta.
Che vuol dire? "Non so". "Domandalo a loro".
Che vuol dire? Chi è.
Morire. "Che vuole significare". Nessun significato, solo la sua ombra. L'opposto, l'opponente, il vuoto del significato.
Lì dove nasce traccia in esilio. Perciò non sveglia. Non particolarmente attiva né spettrale, ma sorge già morta al contrario.
Voglio registrarla. Morta al contrario.
La traccia della morte al contrario. Il calco, diciamo così, dell'essere morto.
Chi è morte. Morte, Morte? Morte, il calco dell'essere e non. Il doppio calice, il doppio calco. Dell'essere morte e non. "Rovesciala senza frugarla".
Pensa al rovescio del corpo e del reame. Il corpo cavo e non. Indiviso corpo cavo e il-meno.
Il corpo in tutta grandezza, l'enormità delle difese. La difesa tutta: la difesa morì. Morire la difesa, lì fuori.
Accogliere difesa morte. Staccarla, in modo da non soccombere.
Dignitosa difesa. Nell'universo la difesa?
Opera la difesa. La materia è difesa? "Sì, la materia viva e non, la materia che noi imparammo già vecchia".
Nel passato-presente essa ci giudica, noi adolescenti.
Nulla era di fatto così.
senza parlare. Solo il pensare.